mercoledì 26 novembre 2014

NATALE: UN MONDO DI TRADIZIONI

I festeggiamenti natalizi sono diversi da Paese a Paese. In tutto il mondo, infatti, le celebrazioni riflettono culture e tradizioni locali.

INGHILTERRA
Qui l'albero di Natale la fa da padrone tra le varie decorazioni.
La notte del 24, Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l'albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la sua renna e la mattina del 25 aprono i doni. È usanza riunirsi con le persone care e cucinare un buon pranzo con dolci tipici quale, per esempio, il Christmas Pudding.

FRANCIA
È tradizione accendere un ceppo di legna per scaldare Gesù Bambino che gira di casa in casa nella notte fredda. Da questa usanza, deriva anche uno dei dolci natalizi più diffusi, ovvero la “bùche de Noêl”.
I francesi prestano molta attenzione al presepio: sono particolarmente famosi i presepi della Provenza, composti da statuine d'argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto precisi nei dettagli e realistici, chiamati “Santons”. 

SPAGNA
Il giorno più festeggiato nel periodo natalizio è il 28 dicembre, giorno in cui arrivano i “Los Reyes”, i Re Magi. A cavallo o su carri, sfilano per le città e distribuiscono dolci e caramelle. La figura di Babbo Natale è meno sentita.

GERMANIA
In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano presto, ovvero l'11 novembre, giorno di San Martino. È tradizione costruire per quel giorno delle lanterne che servono ad illuminare la strada al Santo.
Durante il periodo dell'Avvento, i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata.
Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen. La notte del 24, infine, arriva Gesù Bambino a portare i tanto attesi doni.

POLONIA
La vigilia di Natale è chiamata “Festa della Stella”, e la tradizione vuole che sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena. In molte case, ancora oggi si mettono dei covoni di grano nei quattro angoli di una stanza, in memoria della stalla dove nacque Gesù Bambino. 

GRECIA
In Grecia, la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Chrisopsomo, un tipico pane speziato greco. I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione delle dimore. 

FINLANDIA
In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all'esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi. 

SVEZIA
In un luogo dove regna il buio per mesi e mesi, il Natale è celebrato con tanta luce. Le celebrazioni del Natale iniziano il 13 dicembre con la festa di Santa Lucia: una bambina deve indossare un abito bianco e una corona di candele.

STATI UNITI
Anche qui, come in Europa, vengono allestiti presepi o intagliate statue artigianalmente; vengono fatte processioni e preghiere. A Washington, anche la Casa Bianca è in festa e il Presidente ha il compito di accendere le luci di un gigantesco albero. 

MESSICO
Le festività cattoliche sono particolarmente sentite in Messico.
I giorni che precedono il Natale sono caratterizzati da una simpatica e popolare tradizione (risalente probabilmente alla metà dei XVI secolo), “las posadas”, che ripropone l'episodio dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e della loro ricerca di un luogo dove alloggiare. 
"Dar posada" vuol dire “ospitare un viandante” e, nella tradizione natalizia, la “posada” è l'abitazione stessa che accoglie i protagonisti della natività. In quest'occasione, un corteo segue Giuseppe e Maria che vanno a chiedere "posada", cioè ospitalità, in una casa. La processione è accompagnata da musiche tradizionali, preghiere e canti. 

RUSSIA
Nel giorno di Natale si cantano inni e canti e la gente si ritrova nelle chiese decorate con l’albero di Natale, fiori e luci colorate. “Baboushka” è la figura tradizionale del Natale, che distribuisce regali ai bimbi. 
Tradizione vuole che del fieno sia sparpagliato su fiori e sulle tavole per augurarsi che il foraggio per i cavalli non venga mai a mancare.

EGITTO
Il Natale viene festeggiato il 7 dicembre e l'Avvento dura 40 giorni, durante i quali è proibito mangiare carne e latte. È tradizione far visita ad amici e vicini di casa, portando in omaggio biscotti da accompagnare con una bevanda tipica, il Kaik.

GIAPPONE
Il Natale non è una festa tipica del Giappone; questa festività, è stata presa in prestito dall’Europa in tempi molto recenti. Ora, lì, lo si festeggia addobbando le città a festa, con alberi di Natale e lanterne illuminate, tipicamente giapponesi, appese ad ogni angolo della strada. Ci si scambiano regali e le famiglie più abbienti regalano qualcosa ai più poveri. La figura che sostituisce Babbo Natale e porta i doni si chiama Hoteiosha.

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