martedì 28 gennaio 2014

Le lingue messicane



Il Messico ha una significativa diversità linguistica. In aggiunta allo spagnolo, sono riconosciute come lingue nazionali le lingue indigene parlate in tutto il Paese, ossia circa 50 idiomi indios.

Nel 2003, il Congresso dell'Unione ha infatti approvato la Legge dei Diritti Linguistici dei Popoli Indigeni, in base alla quale le lingue indigene hanno la stessa valenza dello spagnolo. In base a tale legge è possibile utilizzare la propria lingua per comunicare con la pubblica amministrazione messicana ed i documenti possono essere emessi in tali lingue. A partire dal 2005, l'inno nazionale è stato tradotto in alcune lingue indigene, e dal 2006, anche la Costituzione è stata tradotta.

La preservazione e lo sviluppo dell'uso delle lingue nazionali è attuato attraverso le attività dell'Istituto nazionale per le lingue indigene (INALI). In Messico ci sono circa sei milioni di cittadini che parlano una lingua indigena. L’idioma più diffuso è il Nahuatl, seguono poi il Quechua, l'Aymara ed il Guaraní ed alcune delle lingue maya.

Lo spagnolo del Messico risulta più arcaico e conservatore rispetto allo spagnolo di Spagna. Così, se oggi in Spagna si dice “me parece”, in Messico si dice ancora “se mehace”; invece di “¿cuánto?”, in Messico domandano “¿Qué tanto?”. Oltre che nel lessico, la differenza tra lo spagnolo del Messico e quello di Spagna sta nella fonetica e nella fonologia.

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