mercoledì 18 dicembre 2013

Curiosità sul Marocco

La bandiera del Marocco è di colore rosso, e si caratterizza per la presenza di una stella verde al centro. La stella, del colore dell’Islam, la principale religione del Paese, è simbolo di saggezza, pace, salute, vita. Fu imposta dal Maresciallo Hubert Lyautey nel 1915. Fino ad all’ora, il vessillo marocchino era ornato da una stella a 6 punte, denominata “Sigillo di Salomone”.

In Marocco, il sovrano è considerato non solo il capo politico del Paese, ma anche il capo religioso ("difensore della fede" e "comandante dei credenti") ed il capo delle forze armate.

Ksar” e “Kasbah” sono elementi tipici dell’architettura berbera. “Ksar”, che significa "castello", rappresenta il villaggio fortificato formato da una area quadrata o rettangolare cinta da mura. “Kasbah”, che traduce "cittadella", "rocca", è una struttura tipicamente urbana, tipica del Marocco meridionale, caratterizzata da torri e mura merlate.

Riad”, che significa "giardino", è il termine con cui si indicavano le antiche dimore padronali marocchine sviluppate tutte attorno ad un patio interno. La tipica struttura “a riad” è presente in tutte le medine del Marocco, ma gli esempi più belli si possono ammirare a Fes, Meknes e Marrakech, dove i riad assunsero l’aspetto di sontuosi e regali palazzi.

La bevanda più amata dai marocchini è senza dubbio il thè verde alla menta: accompagna praticamente ogni momento della loro giornata e della loro vita; sorseggiarlo con i propri cari è un rituale irrinunciabile.

Nota come “Khamsa”, la Mano di Fatima è un caratteristico amuleto costituito da una mano colorata con un occhio al centro tipico della religione musulmana e diffusissimo tra i marocchini, i quali lo considerano un infallibile anti-malocchio. Simbolo, per gli islamici, di serietà e di auto-controllo (nonché dei cinque pilastri dell'Islam), la Khamsa ricorda la storia di Fatima, figlia del profeta Maometto, che mentre preparava la cena, avrebbe visto il marito fare ritorno con una concubina; fuori di sé per la gelosia, mise per errore la propria mano nell'acqua bollente, senza però provare dolore.

Il matrimonio in Marocco è celebrato secondo una cerimonia tradizionale molto antica.
Il tutto inizia il giorno prima della cerimonia nuziale, con un bagno purificatore della sposa, fatto assieme ad altre donne a lei vicine come parenti o amiche. Viene usato del profumo d’incenso e si accendono delle candele che, secondo la tradizione, illuminano il cammino della felicità. In seguito, una donna decora le mani, le braccia e i piedi della sposa con l’henné proteggendo così il matrimonio dagli spiriti maligni e dal malocchio. Il giorno del matrimonio si svolge la "berza", una grande
cerimonia di presentazione della sposa. Vestita da un “tachcita” tradizionale che si può cambiare fino 10 volte a seconda la posizione sociale della sposa, essa è seduta in modo da essere vista ed ammirata da tutti gli invitati, in un ambiente di festa ricca in suoni ed in colori. In Marocco, più che ovunque, il matrimonio è percepito, sia sul piano sociale che su quello religioso, come un atto di una grande importanza. La famiglia dello sposo, in una processione musicale ricca di colori, porta alla sposa alcuni oggetti offerti dal suo coniuge. È la cerimonia della “hdia”, momento forte della celebrazione dell'unione.

Da tempi antichi, l’olio di Argan viene prodotto dalle popolazioni berbere per la loro salute e per la loro bellezza rallentando il manifestarsi dei tradizionali segni dell’invecchiamento. L’Argan è un albero che cresce in Marocco, nelle zone sud-occidentali. Pare che le prime piante siano comparse 80 milioni di anni fa. L’olio di Argan viene utilizzato per le sue proprietà emollienti, idratanti e fortemente elasticizzati; stimola il rinnovo cellulare ed è utilizzato per i massaggi come rilassamento muscolare. La caratteristica principale di questo olio è il suo elevato contenuto di vitamina E, ne contiene il doppio rispetto all’olio d’oliva.

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