lunedì 19 agosto 2013

Marta Orsi

Fin da piccola ho adorato le lingue straniere, forse ispirata anche dai viaggi in camper in giro per il mondo alla scoperta di nuovi posti, diverse culture e suoni incomprensibili. Avrei voluto parlarle tutte, ma poi, crescendo, ho capito che se volevo fare le cose per bene avrei dovuto mettermi a freno e fare una selezione. Più le scoprivo, più provavo soddisfazione a parlarle e a capirle, così ho deciso che nella mia vita avrei fatto questo: aiutare le persone a capirsi pur parlando lingue diverse. Ambizione che perseguo ogni giorno studiando, esercitandomi e facendoci scappare qualche viaggetto ogni tanto. Alla Kosmos ci sono arrivata lo scorso novembre come tirocinante, come previsto dal corso di laurea al quale sono iscritta. Kosmos ha sfatato il mito dello stagista che fa fotocopie e porta il caffè a tutti: se venendo qui pensavo di non lavorare mi sbagliavo di grosso! In Kosmos il lavoro non manca mai e ogni giorno mi sono state assegnate traduzioni da revisionare, testi da controllare e tanto da imparare. È questo il bello, nonostante il mio sia stato solo uno stage, chi lavorava al mio fianco ha creduto in me e mi ha lasciato fare. Inutile dire quanto mi sentissi in colpa a proporre di cambiare anche solo una parola o una virgola scritte da un professionista (a volte si trattava letteralmente di una virgola, solo chi lavora nella traduzione sa quanto sia importante saperla usare correttamente e in tutte le lingue). Quindi ho imparato che anche i grandi possono sbagliare e che rivedere con altri occhi una traduzione può servire a catturare piccole sviste di grandi traduttori, una gran soddisfazione per chi come me è alle prime armi!

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