venerdì 28 giugno 2013

La lingua spagnola


Elio Antonio de Nebrija
La lingua spagnola venne ufficializzata con l'editto di Toledo nel 1253, avendo come base il dialetto parlato in Castiglia; si estese poi successivamente dopo il 1492, quando con la Reconquista (Riconquista) vennero definitivamente cacciati dal territorio spagnolo gli Arabi, che l’avevano dominato dal 711 d.C.

Il primo libro di grammatica spagnola, Grammatica de la Lengua Castellana, venne scritto a Salamanca proprio nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija, umanista spagnolo. 

Alhambra, fortezza araba di Granada
La maggior parte del lessico spagnolo deriva da un dialetto del latino parlato sviluppatosi nella parte centro-settentrionale della Penisola Iberica, in quella che adesso è la Spagna settentrionale.
Nel corso degli ultimi 1000 anni, la lingua si diffuse a sud verso il Mar Mediterraneo, e successivamente venne esportata dall'impero coloniale spagnolo, in particolare nelle Americhe. Oggi è la lingua ufficiale di 21 nazioni e di numerose organizzazioni internazionali, ed è una delle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite.
A causa del prolungato contatto linguistico con altre lingue, il lessico spagnolo contiene prestiti dal basco, dall'arabo e dalle lingue indigene delle Americhe.

Non è difficile incontrare termini di derivazione araba, data la loro prolungata e massiccia presenza sul territorio. Esistono anche parole di origine germanica, francese e italiana: durante l'Umanesimo, l’italiano venne apprezzato e conosciuto grazie alle liriche di Petrarca. L'inglese invece ha iniziato a manifestare la sua influenza solo dopo il 1950.
Gli hispanoablantes (chi parla la lingua ispanica) non sono molto inclini all'uso quotidiano di termini stranieri in sostituzione a quelli della loro lingua; i termini stranieri di uso comune stanno dunque prendendo piede con molta lentezza. Non sarà infatti semplice trovare uno spagnolo che chiama la casella di posta elettronica e-mail piuttosto che correo electronico. 
Gli ispanici sono tutti accomunati da un forte spirito nazionale e da salde tradizioni, che manifestano sia culturalmente sia linguisticamente.

Miguel de Cervantes
Miguel de Cervantes (1547 – 1616) contribuì fortemente al consolidamento della lingua spagnola. Fu scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare. La sua influenza sulla letteratura spagnola è stata tale che lo spagnolo è stato definito come la lingua di Cervantes ed a lui è stato dedicato l'Istituto di lingua e cultura spagnola: Instituto Cervantes.
Cervantes è universalmente noto per essere l'autore del romanzo Don Chisciotte della Mancia, uno dei capolavori della letteratura mondiale di ogni tempo. In quest'opera, pubblicata in due volumi nel 1605 e nel 1615, l'autore prende di mira con l'arma della satira e dell'ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo; contrapponendo all'allampanato cavaliere, che immerso in una perenne insoddisfazione insegue un sogno esaltato e maniaco di avventure e di gloria, la figura del suo pingue ed umanissimo scudiero, incapace d'innalzarsi al di sopra della piatta realtà.


LO SPAGNOLO: DALLA SPAGNA ALL'AMERICA LATINA

Ci sono delle differenze tra lo spagnolo parlato in Spagna (conosciuto anche come spagnolo peninsulare) e lo spagnolo che si parla in America latina, proprio come avviene tra British e American English. In entrambi i casi, anche se la lingua è la stessa esistono alcune variazioni a livello di vocabolario, pronuncia e grammatica.

Una prima differenza, è la pronuncia della "c" e della "z". In Spagna, le “c” seguita dalle vocali “i” ed “e” la “z” si pronunciano con un suono simile al "th" inglese, con la lingua tra i denti; in America latina, invece, questi stessi gruppi si pronunciano come una “s”.

Un'altra differenza chiave tra lo spagnolo peninsulare e lo spagnolo dell'America latina è che una stessa cosa si denomina con parole diverse o la stessa parola può assumere significati diversi in Spagna e in America latina. Molte di queste differenze lessicali sono dovute all'influenza delle lingue indigene nello spagnolo dell'America latina. Per esempio, la parola "carro" in Spagna significa “carro”, come in italiano, mentre in America latina identifica l'automobile. In Spagna l'auto è il "coche", mentre questa stessa parola, in America latina, identifica il passeggino dei bambini.

In spagnolo, oltre alla forma del “tu” (“tú”, informale) e del “lei” (“usted”, formale), ci sono alcune regioni dell'America latina dove viene usato anche il "vos". Anche se è molto diffuso, è anche considerato in maniera diversa dal punto di vista sociale. In alcune parti è considerato quasi slang di strada, da non usare per iscritto. In altre è considerato una forma di rispetto. L'uso del "vos" e delle sue corrispondenti coniugazioni verbali è conosciuto come "voseo". È usato in Argentina, Cile, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Paraguay, Uruguay e in zone della Colombia, Venezuela, Ecuador e Messico.
Mentre nello spagnolo peninsulare esistono due modi di indirizzarsi alla seconda persona plurale (“vosotros”, informale; “ustedes”, formale), nello spagnolo latino americano ce n'è solo uno, “ustedes”.

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