martedì 7 maggio 2013

SVENTOLA BANDIERA BIANCA


L’epopea di “Under A Blood Red Sky”


Febbraio 1983: esce War, terzo album degli U2. Come spiegano gli stessi musicisti, se il primo lavoro Boy era adolescenziale e il secondo, October, spirituale, War (Guerra) rispecchiava il leit motiv internazionale del 1982, un anno scandito da numerose guerre fisiche ed emotive, dalle Falkland alla contrapposizione Est-Ovest. Sull'onda del successo, che giunge a un passo dal consacrare gli U2 come la grande promessa mantenuta degli anni 80 che si compirà neli'85 al Live Aid, il 5 giugno 1983 gli irlandesi suonano al Red Ufar verrà realizzato il disco live Under A Blood Red Sky, proprio a suggello della fine ideale di questa prima fase della band, quella in cui la musica degli U2 non era in fondo altro che post punk realizzato rigorosamente con chitarra, basso, batteria e voce (quella di Bono al tempo, al massimo della forma). Spesso pubblicizzato come «Live from Red Rocks», soltanto due brani vennero però registrati in quell'occasione, Gloria e Party Girl, mentre le restanti sei tracce provenivano dai concerti di Boston e di St. Goarshausen, in Germania, ri­sultando ancora più dramma­tiche e ruvide che su disco. Ri­ascoltando oggi il live, anche dopo la rimasterizzazione su cd, si percepisce la realizzazio­ne con i mezzi tecnologici del tempo (ad esempio il "salto" netto fra i vari brani), ma la resa di pezzi storici come Sunday Bloody Sunday, New Year's Day, Gloria o “40" è tuttora emozio­nante. La nota e al tempo di­scussa Sunday Bloody Sunday è anticipata dalla presentazione di Bono che ricorda proprio la troppa attenzione creatasi at­torno al brano, riferimento alla domenica di sangue nell'Ulster del 1972, affermando che «que­sta non è una canzone di ribel­lione, è Sunday Bloody Sunday», prima di far partire l'intro mar­ziale della batteria di Larry Mul- len Jr. subito affiancata dal riff della chitarra di The Edge. Ma l'esibizione a Red Rocks verrà fortunatamente edita in forma­to video nell'autunno dell'83, immortalando quello che la ri­vista Rolling Stone avrebbe an­noverato circa vent'anni più tardi fra i 50 momenti che han­no cambiato il rock and roll e che da fine settembre 2008 sarà finalmente disponibile an­che in dvd. Diversi passaggi di quel video furono oggetto di intensa rotazione in Europa e negli Stati Uniti, contribuendo non poco a consacrare la fama del quartetto irlandese in Ame­rica. Assistendo ai faraonici re­centi tour degli U2 si stenta quasi a credere quanto fossero invece essenziali agli inizi, e la scenografia naturale di Red Rocks, unita quella sera alla fo­schia e alla luce di enormi tor­ce, puntava tutto sulla dram­maticità e tensione emotiva creata dalla musica. Celebre il momento in cui Bono puntel­lava sul palco una bandiera bianca gridando «No war, no more» in Sunday Bloody Sunday o quando improvvisava una goffa danza folk con una fan in 11 O'Clock Tick Tock. Immagini oggi forse sgranate, distanti anni luce dalle produzioni odierne, ma che restituiscono un'etica rock immacolata. L'incontro con Brian Eno e Da­niel Lanois sfocerà nell'atmo­sfera di The Unforgettable Fire e nella pietra miliare di The Jo- shua Tree. Ma è un'altra storia.

Scritto da Cristiana Paolini, pubblicato su JAM (2008)



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