lunedì 27 maggio 2013

PORTOGHESE vs BRASILIANO


L’inizio della storia della lingua portoghese è databile attorno al 219 a.C., momento in cui i romani arrivarono nella parte occidentale della Penisola iberica, composta allora dalla provincia romana della Lusitania (attuale Portogallo) e dalla Galizia, portando con sé una versione popolare del latino.
Tra il 409 d.C. e il 711 d.C. l’arrivo di popoli di origine germanica nella Penisola diede inizio ad un processo di differenziazione tra le lingue parlate nelle diverse regioni e alcune delle influenze linguistiche di questa epoca sono tuttora rintracciabili in alcuni vocaboli del portoghese moderno, come per esempio roubar (rubare), branco (bianco) e guerrear (combattere).
L’invasione dei mori nel 711 d.C. causò ulteriori cambiamenti linguistici e culturali nella Penisola (in particolare nella parte meridionale), dato che l’arabo fu adottato come lingua amministrativa nelle regioni conquistate, ma la popolazione continuò a parlare latino quindi l’influenza dell’arabo fu in realtà limitata: l’effetto linguistico principale si ebbe sul lessico ed infatti parole come arroz (riso) e alface (lattuga), di origine araba, sono parte del vocabolario portoghese moderno.
A partire dal XI secolo iniziò il processo della Riconquista cristiana dei territori occupati dai mori e fu precisamente in questo periodo che il galego-português (galiziano –portoghese) si consolidò come lingua scritta e parlata della Lusitania: i primi documenti ufficiali e i primi testi letterari non in latino della regione furono appunto scritti in galiziano-portoghese.
La separazione tra la lingua portoghese e quella galiziana iniziò con l’indipendenza del Portogallo (1185) e si rafforzò con l’espulsione dei mori nel 1249 e la sconfitta dei castigliani, che tentarono di annettere il paese, nel 1385.
Nel XIV secolo si sviluppò la prosa letteraria portoghese e durante il periodo delle scoperte (XIV-XVI secolo), la lingua si espanse nelle regioni dell’Africa e dell’Asia verso cui si mosse il Portogallo, subendo l’influenza delle lingue locali (per esempio chá, che significa tè, è una parola di origine cinese). Durante il Rinascimento aumentò la presenza di italianismi e parole colte di origine greca nel vocabolario portoghese.
Nel 1516 con la pubblicazione del Cancioneiro Geral di Garcia de Resende finì il periodo di consolidamento del “portoghese arcaico”. Dal XVI secolo il portoghese entrò nella sua fase moderna e subì influenze da parte della lingua spagnola (durante il periodo in cui il Portogallo fu governato dalla monarchia spagnola tra il 1580 e il 1640) e della lingua francese (durante il XVIII secolo) ma i cambiamenti apportati alla lingua furono minori rispetto a quelli delle epoche precedenti.

Attualmente il portoghese è la sesta lingua più parlata al mondo (240 milioni di parlanti nel mondo) ed è la lingua ufficiale in Portogallo, Brasile, Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Macao e Timor Est. 
La moderna lingua portoghese presenta due varianti culturali predominanti, che si differenziano in modo significativo sia per il vocabolario, che per la fonologia e la sintassi: il portoghese brasiliano, parlato da 190 milioni di persone (l’89% del totale), ed il portoghese europeo, variante utilizzata da 10 milioni di persone (il 5% del totale). Il restante 6% è suddiviso tra le altre varianti africane e asiatiche.
Generalmente portoghesi e brasiliani non hanno difficoltà a comprendersi, ma le differenze tra la variante del portoghese europeo e quella del portoghese brasiliano sono molte. Una delle maggiori differenze riguarda l'uso di "tu" e você per riferirsi alla seconda persona singolare: in Brasile você indica un rapporto informale tra gli interlocutori ed è usato con persone conosciute, o con sconosciuti più giovani o della stessa età ed è interessante osservare che seppur si riferisca alla seconda persona, você richiede il verbo nella terza persona singolare (você é, che in Brasile significa “tu sei”); in Portogallo invece, você conserva ancora la sua funzione formale, ed equivale al “lei” italiano, mentre per rivolgersi a persone conosciute con le quali si intrattiene un rapporto informale, i portoghesi usano il pronome tu, che richiede il verbo alla seconda persona singolare (tu és che significa “tu sei”).
Un’altra importante differenza tra portoghese europeo e portoghese brasiliano si riscontra nella scrittura di alcune parole: in portoghese brasiliano le “c” e le “p” mute, ovvero quelle che non si pronunciano, non si scrivono nemmeno, quindi parole come correcto (corretto), acção (azione) e óptimo (ottimo) in portoghese brasiliano sono scritte correto, ação e ótimo. 
Gli aspetti per cui portoghese europeo e portoghese brasiliano si differenziano maggiormente sono però quelli relativi al lessico e alla pronuncia: per esempio la parola treno in portoghese europeo è comboio, mentre in Brasile si dice trem, così come la parola autobus, che in Portogallo è autocarro mentre in portoghese brasiliano è ônibus e la parola colazione che si dice pequeno almoço in Portogallo e café da manhã in Brasile.

Pur essendo due varianti della stessa lingua, il portoghese europeo e quello brasiliano presentano quindi differenze notevoli che meritano, da parte di chi vuole approcciarsi alla lingua portoghese (in tutte le sue varianti), particolare attenzione. 

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