mercoledì 27 marzo 2013

Per un punto, Martin perse la cappa

 Il sig. Rossi aveva comprato un nuovo orologio da parete, un orologio nuovo e fiammante. Un cronometro di lusso, importato dall’estero dove “queste cose le sanno fabbricare”.

Trepidante l’aveva portato a casa e aveva aperto la scatola, per osservarlo bene e quindi accingersi ad appenderlo al muro del soggiorno. Estratto il nuovo acquisto dalla confezione, cercò le istruzioni per l’installazione… Un poco laboriosamente le trovò. Preoccupato che non fossero tradotte, tirò un sospiro di sollievo quando vide il testo in italiano.

Avvicinata la cassetta degli attrezzi e inforcati gli occhiali sul naso, aprì il volantino e iniziò a leggere sorridente. Solo per poco, però: a poche righe dall’inizio, lo colse lo sconcerto. Avvicinò il foglio, l’allontanò, lo girò da una parte e dall’altra, ma… nulla. Per quanto si sforzasse con la vista non succedeva niente. Stanco e deluso si sedette sulla sedia e ancora una volta con occhio sconsolato rilesse la quinta riga dell’enigmatico foglietto che diceva inequivocabilmente: “Per appendere l’orologio, piantare obliquamente un chiodo di 180 centimetri sul pavimento”.

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Vi è mai capitata una cosa del genere? Magari non con orologi, ma con comunicati stampa, corrispondenza, bilanci, pubblicità, istruzioni…

Spesso un solo errore di traduzione può condurre fuori strada e nei posti più strani. O gettare nello sconforto.

È in casi come questi che è meglio affidarsi a chi sa il fatto suo e sa guidarci con sicurezza nella babele delle lingue!

Non lasciarti spiazzare da un testo in una lingua arcana. E non rischiare di non farti capire da chi non parla la tua lingua!

Vai sul sicuro e rivolgiti alla Kosmos!

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