martedì 5 marzo 2013

Curiosità sulla Thailandia


Originariamente la bandiera del Siam era un elefante bianco su sfondo rosso, oggi la bandiera nazionale del Regno di Thailandia è composta da strisce orizzontali rosse, bianche e blu. Il colore rosso rappresenta la Nazione, il colore bianco rappresenta la Religione, il colore blu rappresenta la Monarchia.
Quando i thailandesi si incontrano, non si stringono la mano. Il saluto abituale e' il wai, con le mani giunte come per pregare.

Il popolo thai e' molto orgoglioso della propria patria e di conseguenza, affiancando a status la religione buddista e la monarchia, considera sacra ogni cosa che fa' parte o che identifica la propria terra compresa la bandiera ed il proprio inno nazionale. Ogni giorno alle 8 di mattina e alle 18, tutte le emittenti radiotelevisive di stato e private trasmettono l'inno nazionale, la stessa cosa avviene nei cinema e teatri prima dell'inizio dello spettacolo, come pure nelle scuole e negli uffici pubblici.



I thailandesi sono troppo gioviali e tolleranti per aspettarsi che un forestiero conosca e rispetti i loro usi, ma anche qui può  d'essere d'aiuto sapere ciò che si fa' e ciò che non si fa'. Le cose che possono irritare i thailandesi sono la mancanza di rispetto per la monarchia, il re è intoccabile e in passato era persino considerato sacro; è il protettore della nazione e anche il sommo cerimoniere di tutti i riti buddisti.





Parlare della famiglia reale è tabù. Anche il mancato rispetto della religione buddista e dei suoi simboli e' considerato irritante. Non bisogna mai appoggiarsi ad una statua di Buddha: nel passato alcuni forestieri si fecero fotografare seduti sulla testa di una grande statua di Buddha, un doppio insulto, perché  la testa e' considerata la parte più  sacra del corpo. Nei templi si deve togliere le scarpe prima di entrare nell'edificio con la principale immagine di Buddha, davanti alla quale i fedeli siedono sul pavimento rendendo omaggio, una donna è guardata in cagnesco se entra in un tempio in short o con altre parti del corpo scoperte. I monaci sono intoccabili. Non si deve rivolgere loro la parola e si deve cedere sempre il passo; le donne non devono toccarli per nessuna ragione, ne' possono consegnare qualcosa direttamente a loro. Se dovesse capitare che una donna debba dare qualcosa a un monaco e non ci sono uomini nelle vicinanze per fare da tramite, la donna metterà l'oggetto su un tavolo o sul pavimento, si allontanerà e il monaco lo raccoglierà.

E' normale vedere due thailandesi maschi camminare mano nella mano per la strada, segno di amicizia nient'altro, mentre e' raro vedere un uomo e una donna mano nella mano, perché  manifestare in pubblico attrazione o affetto per l'altro sesso è un antico e fortissimo tabù.
Nelle relazioni con i thailandesi, ricordate di sorridere sempre, di essere sempre gentili, di reprimere ogni voglia di esternare i vostri sentimenti, non dimostrate ne' simpatia ne' antipatia, il sorriso per i thailandesi è molto più che un modo di comunicare: e' un modo di esistere che accomuna etnie diverse e affascina il visitatore straniero. 
Non toccate mai la testa a nessuno, neanche a un bambino, perché in essa risiedono lo spirito e l' anima e perciò è considerata una parte sacra del corpo.
Quando si deve porgere una cosa ad una persona, devono essere utilizzate entrambe le mani o al massimo la mano destra, mai la sinistra poiché usata per le abluzioni intime. 
Le scarpe non vengono usate nelle abitazioni private, negozi e guesthouse, in questi ambienti e' buona norma toglierle oltre naturalmente nei templi. 


L'elefante, animale sacro a Buddha, "sotto le cui sembianze egli scese sulla terra" è il simbolo della Thailandia.
Il governo ha pertanto, creato un parco nazionale in cui vivono gli ultimi esemplari d'elefanti selvatici. Gli asiatici hanno da sempre addomesticato il mammifero più grosso e più forte della terra. 
Nel nord della Thailandia, a Mae Sai, sulle rive del fiume Mae Nam Ping di lato alla frontiera con la Birmania, ora Mianmar, c'è un ristorante da dove, mangiando sulla terrazza, si possono con facilità osservare gli elefanti guidati in riva al fiume. Ogni animale porta sul dorso il suo proprio conduttore e ne segue i gesti e i comandi ubbidiente, ricordando forse un bambino fiducioso in compagnia del genitore. Si vedono arrivare in fila trottando, le proboscidi penzolanti sulla terra scura, mentre escono dalla foresta fino a raggiungere l'acqua. I Thailandesi stessi, credono che strisciare sotto la pancia di un elefante porti fortuna, e quindi non è raro vedere queste bestie tenute immobili al centro di piazze dove il traffico è intenso, in mezzo al caos e un andirivieni generale. Spesso allora l'elefante si imbizzarrisce e non è raro che avvengano degli incidenti, spesso anche gravi.

Rilassarsi? In Thailandia è un'arte.
Si chiama nuad phaen boran, è il massaggio thailandese tradizionale, una vera e propria arte nata più di duemila anni fa, oggi insegnata e praticata in vere e proprie scuole. Con le mani o con i piedi, è possibile alleviare il dolore o diminuire la "presa" delle malattie sui vari organi. Il posto migliore dove farsi massaggiare rimane comunque Wat Pho, il più antico e vasto tempio di Bangkok, dove esiste la più famosa scuola di massaggio tradizionale.

La boxe thailandese
Non esistono colpi proibiti nella celebre Muay Thai, perché consente di usare le mani, i piedi, i gomiti e le ginocchia. I pugili sono considerati i guerrieri ed eroi della Thailandia, questo sport è sicuramente il preferito. Spesso sono gli stessi monaci ad allenare i futuri campioni che, prima di iniziare il match, si inginocchiano in preghiera al centro del ring e eseguono alcuni passi di danza per mostrare in forma stilizzata la loro abilita'.



Galli da combattimento
I galli da combattimento thailandesi sono conosciuti nella regione asiatica per la loro bellezza e la loro abilità di lotta. Uno sport popolare, specialmente nelle zone rurali dove i combattimenti fra galli sono sempre stati parte della vita dei tailandesi.

L’arte dell’intaglio di frutta e verdura è considerata uno dei dieci antichi mestieri in Thailandia. Ha origine nel 1364 circa dalla dinastia di Sukkothai, quando la consorte dei sua Maestà il Re Phra Ruang creò il trionfo di frutta e verdura in occasione del festival di Loy Kratong. Essa intagliò vari tipi di frutta e verdura in fiori di loto, animali e le foglie. Artisti esperti trasformano la frutta e la verdura maneggiando dei piccoli coltelli con la lama aguzza molto tagliente, capace di trasformare una papaia o una zucca in un mazzo dei fiori, un ravanello in un coniglio, una piccola margherita, una rara orchidea di carote. 

I tuk-tuk  sono colorati moto-taxi a tre ruote, simili ai nostri ape, con due posti posteriori con una loro personalità . Questi "corridori veloci" sono veramente indomiti, fanno stridere le ruote per gareggiare con un'altro tuk-tuk e sono cosi' coraggiosi da sfidare i bus cittadini per il primo posto ai semafori. I tuk-tuk riescono sempre a trovare la strada divincolandosi nel traffico, ma è possibile usarli solo per medie distanze.
I trishaw  sono dei bici-taxi a tre ruote usati come mezzi di trasporto in molte province della Thailandia, nonostante è il più lento mezzo di trasporto è scelto per le brevi distanze, in quanto ci si può rilassare e guardare il paesaggio.
I songtaew  sono dei pick-up convertiti in mini-bus con due lunghi sedili montati in ogni lato nella parte posteriore, in generale trasportano le persone dalla periferia alla città  e cercano i passeggeri lungo il tragitto, si possono anche noleggiare privatamente per andare dovunque desideriate.


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